13 settembre 2006

Marciume nel calcio 2a puntata

Ed ora ci occupiamo della parte un po' più sportiva, se così si può dire.
A rivelare i loschi affari dei due club è lo stesso Borsano, davanti ai Pubblici Ministeri (comunisti ante litteram, visto che alla discesa in campo mancano due anni). Borsano spiega di aver trattato direttamente con Galliani la cessione di Lentini, fuori dal periodo consentito per la contrattazione dei giocatori, cioè nel marzo del 1992. Il Toro e il suo presidente sono già in una marea di guai finanziari e chiede un anticipo al Milan sul prezzo del cartellino. Galliani paga i primi 5 miliardi, ovviamente fuoribusta. Ma non si fida di Borsano. La società milanese pretende garanzie e ottiene in pegno il pacchetto azionario del Torino, ancora controllato da Borsano. Così Silvio Berkusconi si ritrova in mano due team di serie A, cosa vietata in tutti i regolamenti Figc.
Il 22 aprile 1992 Milan e Torino si sfidano in una partita epica piena di colpi di scena. Incredibilmente però finisce in parità (2-2), senza vincitori. Il conflitto di interessi per quest'uomo è una scelta di vita, ma la giustizia sportiva non fa nulla. La corte federale punisce solo Borsano, l'unico reo confesso dello scandalo. La corte, dove è presente anche un certo Filippo Mancuso, futuro ministro di Grazia e Giustizia e poi deputato di forza italia, assolve Galliani perchè "il fatto non costituisce illecito disciplinare per mancanza di dolo". Poverino, non l'ha fatto apposta.... (continua)